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20
Dicembre

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Presentato a Torino il modello FYD per portare i ricercatori nelle PMI, con esempi dalle imprese lombarde

20 Dicembre 2018

"Le potenzialità del Dottorato fuori dall'Accademia" è l'iniziativa promossa per il 18 dicembre dall'Area Ricerca del Polo di Scienze della Natura dell'Università degli Studi di Torino col sostegno dei Dottorati in Scienze Chimiche e dei Materiali, Scienze Farmaceutiche e Biomolecolari.

Organizzato da Lucia Salto e Cristiano Lo Iacono, l'incontro ha fatto il punto sui percorsi professionali dei dottori di ricerca, con consigli e testimonianze di PhD e imprenditori.
Quali possibilità offre il mercato del lavoro ai dottori di ricerca? Quali sbocchi occupazionali al di fuori del mondo accademico? Come valorizzare queste professionalità all’interno delle aziende? Di questi temi e in generale della career transition dei PhD si è parlato nel corso dell'evento torinese, con l'obiettivo di promuovere la spendibilità del titolo di dottore di ricerca nel settore privato, di sensibilizzare il sistema imprenditoriale e istituzionale sull’importanza di trattenere questo patrimonio di conoscenza e di informare gli stessi ricercatori sul ruolo decisivo che possono avere sul fronte dell’innovazione.

Oltre alle testimonianze di alumni PhD dell’ateneo, che hanno parlato dei loro percorsi professionali, diversi sono stati gli interventi di rappresentanti del mondo imprenditoriale e istituzionale, dalla CRUI a Ferrero, dalla Fondazione Human Plus alla UNFCCC.
Fra loro, la co-founder di Find Your Doctor Eva Ratti, intervenuta all'evento con il talk "Il modello Find Your Doctor per la valorizzazione del PhD in impresa: l'esempio delle PMI lombarde."

«L'evento - spiega - era molto focalizzato sulle iniziative nate per favorire la transizione dei PhD in impresa dopo l'accademia, sia aiutandoli a rendersi consapevoli delle proprie competenze, sia avvicinando le aziende a questo tipo di profilo. L'evento è stato interessante perché ha aggregato buona parte degli attori coinvolti sul tema, dando quindi la possibilità di vedere diverse prospettive da cui affrontare il problema e lasciando spazio alla discussione di una possibile integrazione di approcci. In questo contesto, ho presentato il modello FYD per avvicinare il mondo delle imprese alla figura del ricercatore, concentrandomi sul target più difficile, le PMI, che spesso non possiedono la cultura della ricerca & sviluppo e che in generale non sono raggiunte dalle iniziative che nascono dall'alto. Ho quindi presentato il nostro approccio dal basso tramite servizi costituiti in risposta alle esigenze rilevate dal target, in particolare lo Sportello Doc che ha generato fin dal suo avvio feedback molto positivi da parte delle piccole-medie imprese, aiutandoci a validare il modello ipotizzato.»